Porta Portese è un quartiere vivo, e lo dimostra con tre giorni di festa!

In estate a Roma, da diversi decenni ormai, puoi divertirti un mondo grazie alle mille iniziative dell’Estate Romana. Certo, ai tempi di Nicolini era un fiorire continuo di eventi e ora è ridotta a una fiera di Paese, ma si tratta pur sempre di Roma, e specie se sei nel centro storico, tra il lungotevere e l’Isola del Cinema, hai voglia a divertirti! Però, appena esci dal centro tutto cambia, e dato che in vacanza ci si va sempre meno, la folla dei non vacanzieri aumenta e deve convivere con caos, traffico e sporcizia anche d’estate.

A pensarci bene, però, la città, quella che vive, quella che si muove, quella che anima la vita di tutti noi, è proprio lì, appena esci dal centro storico e ancora più in là, dove c’è solo caos e calura.

Eppure, proprio in mezzo ai palazzoni, in un luogo spesso definito “non luogo”, tra bus e moto urlanti, in una piazzetta senza nome dove troneggia una inutile fontana dismessa e dove gli alberi scarseggiano, il 22, 23 e 24 luglio, mentre poco distante l’asfaltatrice lanciava i suoi miasmi, la città si è trasformata grazie a un gruppo di sognatori, un gruppo di persone che ancora crede nella gioia dello stare insieme e che reclama il ruolo attivo della cittadinanza, e ha organizzato tre giorni di FESTA!

È successo a Porta Portese, nella piazzetta tra Via Ettore Rolli e Via Portuense, un manipolo di coraggiosi (per la precisione il Teatro “Porta Portese”, il comitato di quartiere “la voce di Porta Portese”, la biblioteca condominiale “Il Cortile” e l’associazione “R.O.S.A.”), ha messo insieme un programma di attività d’intrattenimento e culturali molto variegato, e per tre pomeriggi abbiamo avuto spettacoli per bambini, cabaret, musica, presentazione di spettacoli teatrali, canzoni romanesche, poesia e scuola di ballo. Tutto volontario. Già, perché esistono i volontari della cultura anche qui, e sono persone che rischiano, che organizzano, che si mettono in gioco e che rendono partecipe il vicino di un mondo che siamo abituati a vedere solo nei teatri e nei salotti.

Ma non è facile. Per questa festa è stato necessario affittare un camion teatro, procurarsi l’amplificazione e l’illuminazione, allacciarsi alla rete elettrica, chiedere le autorizzazioni, procurarsi il cartello divieto di sosta per lasciare libero l’accesso per il camion, contattare cantanti, attori, musicisti, ballerini, fare una scaletta, fare volantinaggio e, cosa molto più difficile, raccogliere i fondi… già, perché tutto questo non costa solo tempo e fatica, ma anche soldi…

Quindi c’è stato un gruppo di cittadini che dal basso, mettendosi d’impegno, cimentandosi in ciò che gli era più accessibile, ha reso possibile questa festa, che è stata meravigliosa e che si è conclusa con un’allegrissima danza swing che difficilmente dimenticheremo.

Insomma, fuori dal centro storico, la città è viva e lo dimostra anche organizzandosi per fare ciò che, nella sua astratta inutilità, per noi è indispensabile: creare uno spazio di aggregazione e animarlo con l’allegria!

E pensare che la nostra piazza non ha neanche un nome.

 

Claudio Fiorentini

 

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